sábado, 3 de março de 2012

Il verbo

I verbi in italiano si coniugano per persona (1a, 2a o 3a) e per numero (singolare o plurale) del soggetto, per tempo (presente, passato, futuro), per modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, gerundio e participio) e talvolta per genere (maschile o femminile) del soggetto o dell'oggetto. A differenza di altre lingue (ad esempio dell'inglese o del francese) non è obbligatorio porre prima del verbo il pronome personale soggetto dato che le desinenze tra le diverse persone utilizzate nella coniugazione solo raramente permettono ambiguità.



I verbi italiani si raggruppano in tre gruppi principali per quanto riguarda la coniugazione.
I tempi possono essere semplici o composti, questi ultimi sono tempi formati da un verbo ausiliare (coniugato per persona, numero e modo) seguito dal participio passato del verbo.
  • Il verbo ausiliare è essere per la maggior parte dei verbi intransitivi.
  • Il verbo ausiliare è avere nelle frasi attive quando il verbo è transitivo, e per molti verbi intransitivi.
  • Il verbo ausiliare è essere nelle frasi passive;
    • può essere sostituito da venire nelle frasi passive (ma solo nei tempi semplici)
    • viene sostituito da andare nelle frasi passive quando la frase esprime un obbligo od una prescrizione
  • Infine, l'ausiliare essere si usa per i tempi composti delle frasi al riflessivo.
Nel caso di tempi composti, il participio può essere accordato:
  • Quando l'ausiliare è essere, con il genere e il numero del soggetto (es. La cena è stata servita alle otto in punto).
  • Quando l'ausiliare è avere e il complemento oggetto è costituito da un pronome che precede il verbo, con il genere e il numero dell'oggetto (es. Giulia le ha viste uscire assieme ieri).
La forma di cortesia è quella della 3a persona singolare; la stessa forma è usata per il pronome impersonale si.

Modo infinito

L'infinito è la forma del verbo che si trova nei dizionari, e ne distingue l'appartenenza ad una delle tre coniugazioni a seconda della desinenza:
  • 1a coniugazione: -are
  • 2a coniugazione: -ere
  • 3a coniugazione: -ire
Questo modo è impersonale (non si coniuga per persona o numero).
Ha due tempi:
  • presente
  • passato, composto mediante infinito presente dell'ausiliare + participio passato
È usato in forma sostantivata per esprimere l'azione descritta dal verbo: "leggere è bello"
È spesso usato nelle proposizioni subordinate (causali, finali, relative) quando il soggetto è lo stesso della proposizione principale: "ho corso per arrivare in tempo" = ho corso affinché io arrivassi in tempo (non usata), ma "ho corso affinché tu arrivassi in tempo".
Si può usare per sostituire una proposizione relativa con un'oggettiva: "vedo gli uccelli volare" = "vedo gli uccelli che volano"; in tal caso il soggetto della subordinata viene declinato all'accusativo "vedo lui che vola" = "lo vedo volare".
In tutti questi casi, il tempo utilizzato dipende se si vuole esprimere un'azione contemporanea (infinito presente) o anteriore (infinito passato) rispetto alla proposizione principale.
Si usa inoltre come alternativa all'imperativo nel dare istruzioni.
Si usa infine, preceduto da non, come negazione della seconda persona singolare dell'imperativo presente.

Modo indicativo

L'indicativo si usa per esprimere condizioni oggettive, stati di fatto, affermazioni. Prevede quattro tempi semplici:
  • presente, usato per un'azione contemporanea isolata o abituale, o per un'intenzione per l'immediato futuro;
  • imperfetto, usato per un'azione in un tempo indeterminato nel passato e considerata durante il corso del suo svolgimento;
  • passato remoto, usato per un'azione in un tempo passato solitamente lontano nel tempo e genericamente terminata
  • futuro semplice, usato per un'azione spesso situata un futuro generico o comunque come forma che indica delle supposizioni, anche sul presente[6]
ciascuno dei quali dà vita ad un tempo composto mediante ausiliare coniugato + participio passato (pp):
  • passato prossimo (presente+pp), usato per un'azione in un tempo passato e considerata come compiuta (similmente al passato remoto, ma più usato di quest'ultimo);
  • trapassato prossimo (imperfetto+pp), usato per indicare l'anteriorità temporale di un avvenimento rispetto ad un momento del passato;
  • trapassato remoto (passato remoto+pp), usato per un'azione avvenuta in un tempo antecedente ad un'azione espressa col passato remoto:
  • futuro anteriore (futuro semplice+pp), usato per un'azione generica in un tempo futuro antecedente ad un'azione futura, oppure per indicare una supposizione su un evento già compiuto al momento dell'enunciazione.
Tempo presente


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-o
-o
-o / -isco
tu
-i
-i
-i / -isci
lui, lei
-a
-e
-e / -isce
noi
-iamo
-iamo
-iamo
voi
-ate
-ete
-ite
loro
-ano
-ono
-ono / -iscono
Tempo imperfetto

-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-avo
-evo
-ivo
tu
-avi
-evi
-ivi
lui, lei
-ava
-eva
-iva
noi
-avamo
-evamo
-ivamo
voi
-avate
-evate
-ivate
loro
-avano
-evano
-ivano

Tempo passato remoto


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-ai
-ei, -etti(1)
-ii
tu
-asti
-esti
-isti
lui, lei
-é, -ette(2)
noi
-ammo
-emmo
-immo
voi
-aste
-este
-iste
loro
-arono
-erono, -ettero(3)
-irono

(1) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza è -i, ma cambia la radice del verbo. (cadere > caddi; scrivere > scrissi; tenere > tenni; etc.)
(2) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza è -e, ma cambia la radice del verbo. (cadere > cadde; scrivere > scrisse; tenere > tenne; etc.)
(3) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza è -ero, ma cambia la radice del verbo. (cadere > caddero; scrivere > scrissero; tenere > tennero; etc.)

Tempo futuro semplice

-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-erò
-(e)rò
-irò
tu
-erai
-(e)rai
-irai
lui, lei
-erà
-(e)rà
-irà
noi
-eremo
-(e)remo
-iremo
voi
-erete
-(e)rete
-irete
loro
-eranno
-(e)ranno
-iranno

Modo condizionale

Il condizionale si usa per esprimere eventi e situazioni subordinate a condizioni e a seguito di proposizioni ipotetiche introdotte da se + congiuntivo. Ha due tempi: uno semplice, il condizionale presente, e uno composto, il condizionale passato, formato dal condizionale presente del verbo ausiliare unito al participio passato del verbo; ad esempio, "io avrei parlato, io sarei caduto".

Tempo presente


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-erei
-erei
-irei
tu
-eresti
-eresti
-iresti
lui, lei
-erebbe
-erebbe
-irebbe
noi
-eremmo
-eremmo
-iremmo
voi
-ereste
-ereste
-ireste
loro
-erebbero
-erebbero
-irebbero

Modo congiuntivo

Il congiuntivo si usa solitamente nelle proposizioni subordinate per esprimere ipotesi o dubbi nei casi in cui la subordinata è retta da congiunzioni quali "che", "se", "perché", "affinché".
Ci sono due forme semplici di tempo:
  • presente, usato per un'azione contemporanea ad una espressa dall'indicativo presente o futuro
  • imperfetto, usato per un'azione contemporanea ad una espressa da un tempo passato dall'indicativo, per un'azione passata ma continuata o non terminata rispetto ad una espressa dall'indicativo presente, o nel periodo ipotetico dell'irrealtà o impossibilità.
che danno forma a due ulteriori tempi composti con l'ausiliare coniugato e il participio passato:
  • passato (presente+pp), usato per un'azione passata e terminata rispetto ad una espressa dall'indicativo presente o futuro
  • trapassato (imperfetto+pp), usato per un'azione passata rispetto ad una espressa da un tempo passato dell'indicativo, o nel periodo ipotetico del terzo tipo
Nei casi in cui il congiuntivo manca, si usa:
  • l'indicativo futuro semplice, quando l'azione è futura rispetto ad un'azione presente o futura
  • l'indicativo futuro anteriore, quando l'azione è futura rispetto ad un'azione presente o futura ma antecedente ad un'altra azione futura
  • il condizionale passato, quando l'azione è futura rispetto ad un'azione passata
Tempo presente


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-i
-a
-a / -isca
tu
-i
-a
-a / -isca
lui, lei
-i
-a
-a / -isca
noi
-iamo
-iamo
-iamo
voi
-iate
-iate
-iate
loro
-ino
-ano
-ano / -iscano
Tempo imperfetto

-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
io
-assi
-essi
-issi
tu
-assi
-essi
-issi
lui, lei
-asse
-esse
-isse
noi
-assimo
-essimo
-issimo
voi
-aste
-este
-iste
loro
-assero
-essero
-issero

Uso dei tempi del congiuntivo

La grammatica ha ereditato dalla grammatica latina, sia pure con delle differenze, la consecùtio tèmporum, cioè un insieme di norme che regolano il rapporto tra i tempi e i modi di una frase principale (o sovraordinata) e della frase subordinata per esprimere il rapporto di contemporaneità, anteriorità, e posteriorità. Questo sistema di regole viene descritto qui con l'esempio della subordinata al congiuntivo.
Per esprimere contemporaneità nel presente (la frase principale usa un tempo presente o futuro) si usa il congiuntivo presente:
  • "Credo (penserò) che la via sia diritta".
Per esprimere contemporaneità nel passato (la frase principale usa il tempo imperfetto o passato remoto) si usa il congiuntivo imperfetto:
  • "Credevo che la via fosse dritta".
Per esprimere anteriorità al presente la frase subordinata deve avere il verbo al congiuntivo passato:
  • "Penso che il servizio sia stato buono".
Per esprimere anteriorità al passato la frase subordinata deve avere il verbo al congiuntivo trapassato:
  • "Pensavo che il servizio fosse stato buono".
Per esprimere posteriorità, dato che il congiuntivo non ha tempo futuro, si utilizza il futuro dell'indicativo:
  • "Immagino che d'ora in poi il bimbo sarà buono".
La posteriorità può essere indicata anche con il condizionale passato nel caso che il tempo principale sia all'imperfetto:
  • "Immaginavo che il bimbo sarebbe stato buono con un gioco".
Analoghe regole valgono per la scelta dei tempi dell'indicativo nella frase subordinata.

Modo imperativo

L'imperativo si usa per formulare esortazioni. Rifiuta sempre il pronome personale soggetto.


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. partire / capire
2a pers. sing.
-a
-i
-i /-isci
3a pers. sing.
-i
-a
-a/ -isca
1a pers. plur.
-iamo
-iamo
-iamo
2a pers. plur.
-ate
-ete
-ite
3a pers. plur.
-ino
-ano
-ano / -iscano

Per la prima persona plurale (noi), le forme coincidono con quelle del presente indicativo e vengono di solito considerate a tutti gli effetti come forme dell'imperativo. Per la terza persona, invece, viene usata la corrispondente voce del congiuntivo (congiuntivo esortativo).
Quando è seguito da pronome complemento oggetto, questo può assumere la forma enclitica atona -mi, -ti, -lo, -la, -ci, -vi, -li, -le (es. "guardami!" = "guarda me!"); quando è seguito da pronome complemento di termine, questo può assumere la forma enclitica atona -mi, -ti, -gli, -le, -ci, -vi (es. "consegnami il libro!" = "consegna a me il libro!").

Modo gerundio

Il gerundio si usa con il verbo "stare" per la costruzione di frasi progressive ("sto andando a Roma", quindi sono in viaggio), oppure al posto di una frase subordinata temporale o causale ("vedendo il sole, uscì). Esiste il gerundio presente, un tempo semplice, e il gerundio passato, tempo composto formato dal gerundio presente dell'ausiliare e dal participio passato del verbo: "avendo parlato - essendo caduto".
A volte nel gerundio passato l'ausiliare è omesso, e rimane il solo participio passato con la stessa funzione del gerundio, ed è impersonale come l'infinito.

-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. partire / capire
-ando
-endo
-endo

Modo participio

Il participio presente è la forma che esprime un soggetto nell'atto o nella qualifica di chi compie l'azione: "il quorum è raggiunto se si recano a votare la maggioranza degli aventi diritto al voto". È variabile per numero.
È indicata come participio passato la forma usata principalmente per la costruzione dei tempi composti. Viene inoltre usato come aggettivo per descrivere la persona o la cosa avente ricevuto un'azione: "i piatti lavati vengono quindi asciugati" = "i piatti che sono stati lavati vengono quindi asciugati" o "i piatti, dopo essere stati lavati, vengono quindi asciugati"; in quest'ultimo caso è declinato come un aggettivo.


-are
es. parlare
-ere
es. vendere
-ire
es. dormire / capire
presente
-ante
-ente
-ente / -iente
passato
-ato
-uto
-ito

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